Spiritualità

 

 

La Consacrazione
all’Angelo custode ed ai santi Angeli II

Fondamento teologico

“Voglio ringraziarTi con tutto il cuore,
cantare e suonare per Te davanti agli Angeli” (Sal 138,1).

La Consacrazione ai santi Angeli

Nel grande anno del Giubileu 2000 la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ha concesso all ’Opus Sanctorum Angelorum una consacrazione ai santi Angeli. La Congregazione ha dichiarato che la formula della Consacrazione agli Angeli presentata “non è  contraria alla Tradizione teologico-spirituale” della Chiesa.

Questa consacrazione deve essere intesa secondo la “tradizione patristica, tomistica e della contro-Riforma cattolica” nonché nello spirito del Concilio Vaticano II “perché soltanto mediante un inserimento positivo nella tradizione questa spiritualità può trovare un suo posto nella molteplicità delle devozioni cattoliche”. Vogliamo quindi meditare sul senso e sulle finalità delle consacrazioni in generale nella Chiesa, e specialmente della consacrazione agli Angeli.

Depositum Fidei: fondamento della spiritualità... camminando ...

Perché dunque col decreto della Congregazione della Fede del 6 giugno 1992 “le varie forme della consacrazione agli Angeli (‘Engelweihen’) … sono state vietate?” L’intervento della Congregazione della Fede era finalizzato a garantire un giusto radicamento ed una sana crescita dell’Opus Sanctorum Angelorum nella Chiesa. A tal fine il decreto ha fissato i principi teologici corrispondenti a norme adeguate, e cioè: soltanto il Depositum Fidei (deposito della fede) deve essere posto a fondamento di ogni spiritualità nella Chiesa cattolica. Un carisma profetico può dare un nuovo impulso spirituale, può gettare una luce nuova su verità di fede che altrimenti potrebbero facilmente essere dimenticate, ma non può mai essere fondamento di una nuova spiritualità (nel predetto decreto le Consacrazioni ai santi Angeli non furono interdette in quanto tali, ma solo quelle usate fino ad allora nell’OA e in vista di una loro più precisa comprensione e collocazione all’interno della tradizione della Chiesa).

Qui di seguito  vogliamo meditare su come una consacrazione ai santi Angeli sia radicata nella tradizione della Chiesa cattolica.

A. Essenza e storia della consacrazione

In senso generale ‘consacrazione’ significa una dedicazione di persone od oggetti al culto divino. L’oggetto consacrato viene sottratto all’uso profano e posto al servizio di Dio. Questa santa separazione avviene o mediante l’intervento diretto di Dio o attraverso un rito (una benedizione).

Ogni consacrazione nella storia della salvezza ha la sua origine in Dio: è Lui che sceglie l’uomo e lo chiama al Suo servizio per unirlo a Sé. Poiché però Dio desidera unirsi alla Sua creatura con un patto d’amore, questa consacrazione (adesione a tale patto) esige la libera risposta di amore della creatura. In tal senso anche la risposta dell’uomo a Dio può essere chiamata ‘consacrazione’. Incontriamo questa realtà della consacrazione già lungo tutta la storia della salvezza ma raggiunge il suo culmine e compimento mediante Gesù Cristo.

Sanctus RaphaelI. La consacrazione nell’Antica Alleanza

Nell’Antica Alleanza Dio ha scelto per Sé e ‘consacrato’, cio che è riservato per il Suo servizio liturgico, tutto il popolo di Israele (cf Catechismo della Chiesa Cattolica = CCC n. 1539; cf Es 19,6); Egli ha concluso l’alleanza col popolo di Dio per la glorificazione del Suo nome. All’interno di questo popolo sacerdotale Dio ha prescelto la tribù di Levi “riservandola per il servizio liturgico” (CCC n. 1539, cf Nm 1,48 ss). I sacerdoti venivano costituiti “per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati” (Eb 5,1). Il fine della consacrazione, sia del popolo sia del sacerdote, è la glorificazione di Dio. Questa consacrazione però esige la santificazione delle persone chiamate a tale unione.

II. La Nuova Alleanza in Gesù Cristo

La prima e fondamentale consacrazione è quella della natura umana di Cristo, Verbo incarnato di Dio, verso cui tutte le altre consacrazioni sono orientate. Egli, il Messia, l’Unto (‘Consacrato’), è il Mediatore tra Dio e gli uomini, il vero Sommo Sacerdote, il Capo della Chiesa. La consacrazione, l’elezione e la santificazione del popolo dell’Antica Alleanza, con riguardo al sacerdozio e agli atti di culto, costituisce un modello, una prefigurazione della Nuova Alleanza che Cristo ha fondato in virtù del Suo sacrificio e della consacrazione di Sé al Padre: Per loro Io consacro Me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 17,19). Soltanto in Gesù Cristo e attraverso di Lui la consacrazione operata da Dio riceve un sigillo efficace nello Spirito Santo (cf Ef 1,13).

III.  I sacramenti della Chiesa

Attraverso il ministero della Chiesa e specialmente per mezzo dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Ordine sacro, Cristo stesso opera la consacrazione dell’uomo, rendendolo partecipe del Suo Sacerdozio e della santità Sua propria. “Voi siete la stirpe eletta, un sacerdozio regale, una tribù santa, un popolo che è diventato la Sua particolare proprietà affinché annunciate le grandi opere di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre nella Sua luce meravigliosa” (1 Pt 2,9).

Questa partecipazione si realizza per mezzo del carattere sacramentale che viene impressa nell’anima, carattere che è sigillo spirituale indelebile della consacrazione a Dio e fondamento della santità nella Chiesa. Per mezzo di questi sacramenti i fedeli ricevono sia una partecipazione al ministero sacerdotale di Cristo sia la grazia santificante. In questo modo essi non sono più ‘del mondo’ (cf Gv 17,14 ) bensì consacrati al servizio di Dio attraverso la loro unione con Cristo.

B. La risposta dell’uomo a Dio attraverso  la consacrazioneSan Raffaele

I.  Nei Sacramenti

Essendo i sacramenti summenzionati un’Alleanza tra Dio e l’uomo, il fedele che li riceve accetta volontariamente nella fede tali consacrazioni sacramentali e, da esse fortificato, conduce una vita a gloria di Dio e a Lui gradita. In quanto partecipe del sacerdozio di Cristo, il cristiano viene abilitato alla venerazione soprannaturale di Dio e alla partecipazione nella liturgia.

Le virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità ci uniscono direttamente a Dio; la virtù di religione invece è quella attraverso la quale l’uomo si sottomette perfettamente a Dio e Gli rende l’onore dovuto nel culto e nel servizio  (cf Summa Theol. II-II 81,3,2m). Riguardo alla carità S. Tommaso sottolinea la differenza scrivendo: “Immediatamente alla carità spetta di far sì  che l’uomo si doni a Dio aderendo a Lui secondo una certa unione spirituale. Ma far sì che un uomo doni se stesso a Dio con degli atti di culto, immediatamente spetta alla virtù  di religione; e mediatamente appartiene alla carità, che è il principio (anche) di codeste virtù” (Summa Theol. II-II.82,2,1m).

La virtù della religione raggiunge la sua massima espressione nella celebrazione della liturgia. “Se l’Alleanza di Dio con gli uomini viene nuovamente confermata nella celebrazione dell’Eucaristia, i fedeli vengono attratti ed infiammati dall’amore fervido di Cristo. Dalla liturgia, specialmente dall’Eucaristia, la grazia scorre verso noi come da una fonte; in Cristo vengono realizzate in sommo grado la santificazione dell’uomo e la glorificazione di Dio verso le quali ogni azione della Chiesa tende come verso la sua meta” (Conc. Vat. II, Della Liturgia, n. 10).

Il primo e fondamentale atto della virtù della religione è la devozione (devotio). S. Tommaso d’Aquino afferma: “La parola devozione deriva da devovere (consacrarsi): infatti si dicono devoti coloro che in qualche modo si consacrano a Dio, sottomettendosi a Lui totalmente” (Summa Theol. II-II,82,1c). Ciò premesso, la parola devotio può tradursi con ‘spirito di consacrazione’.

II.  Nella vita consacrata a Dio

In generale “tutti i fedeli di ogni stato e condizione sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla carità perfetta” (Conc. Vat. II, Della Chiesa, n. 40). Questo significa in primo luogo aspirare alla perfezione secondo la consacrazione  battesimale e della Confermazione e secondo i doveri fondamentali di osservare i comandamenti di Dio e di partecipare alla Liturgia della Chiesa.

Oltre a questo esiste tuttavia un modo ancora più perfetto di vivere questa consacrazione: “Fin dall’inizio c’erano nella Chiesa uomini e donne i quali, osservando i Consigli Evangelici, chiedevano di seguire Cristo in maggiore libertà e di imitarLo più esplicitamente, e conducevano una vita  – ognuno a modo suo – che era consacrata a Dio” (Conc. Vat. II, Del rinnovamento attuale della vita religiosa, n. 1). Chi vuol essere perfetto può donarsi a Dio in un modo nuovo, cioè attraverso la rinuncia totale ai beni terreni, all’unione coniugale e alla libera autodeterminazione per seguire Cristo ancora più da vicino e appartenerGli totalmente. La Chiesa, nel nome del Signore, accetta i voti della vita consacrata (cf ibid. n.5). I voti, come mezzi per servire e glorificare Dio, costituiscono atti di religione e di dono di sé (devotio).

Da ciò risulta un duplice significato della parola devotio, a seconda della risposta dell’uomo a Dio: da un lato nel ricevere i sacramenti, dall’altro nella professione dei consigli evangelici. In entrambi i casi l’uomo viene separato dal mondo e reso idoneo per una vita gradita a Dio.

Poiché l’alleanza tra Dio e l’uomo si conclude con una reciproca accettazione, la stessa parola ‘consacrazione’ esprime allo stesso tempo sia la causalità di Dio che la risposta dell’uomo.

III. Negli esercizi di pietà

Nella vita della Chiesa ci furono, oltre alle consacrazioni sacramentali e alla vita consacrata, anche altri atti di devozione (devotio). Con questi atti i fedeli o si raccomandano alla speciale protezione del Signore o si impegnano alla venerazione di Dio e a compiere buone opere, da cui si aspettano grazie e frutti speciali. In questo senso si parla anche di ‘consacrazioni di protezione’ e di ‘consacrazioni di servizio’.

Queste consacrazioni, benché per grado ed essenza siano subordinate alla professione religiosa, appartengono alla stessa virtù della devotio (cf CCC n. 2102). Vengono chiamate anche ‘consacrazioni’ perché contengono una donazione di sé, approvata dalla Chiesa, destinata a durare nel tempo. La Consacrazione al Cuore Sacratissimo di Gesù ne è l’esempio classico.

Papa Pio XI dichiara: “Tra gli atti che sono propri del culto al Cuore di Gesù , emerge – ed è da rammentarsi – la consacrazione, con la quale offriamo al Cuore divino di Gesù noi e tutte le nostre cose, riferendole all’eterna carità di Dio, da cui le abbiamo ricevute.” “La consacrazione esprime e rende stabile l’unione con Cristo” (Enciclica Miserentissimus Redemptor, n. 9 e n. 20) .

Papa Pio XII afferma che la devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù è un’azione di grande valore nella venerazione di Dio in quanto richiede a noi una volontà totale ed incondizionata di donazione e di consacrazione all’Amore del Divino Redentore. La Consacrazione al Cuore di Gesù costituisce una donazione a Dio che è un aiuto potente per il raggiungimento della perfezione cristiana (cf Enciclica Haurietis Aquas).

C. Consacrazione a Maria e ai santi Angeli

Fine ultimo della consacrazione è sempre la glorificazione di Dio. Ora si pone la domanda: possono essere venerate anche creature sante? Nella liturgia si venera di fatto la Vergine Maria, gli Angeli e i Santi. S. Tommaso ne spiega il motivo: “La venerazione dei Santi di Dio (…) non si limita a loro ma procede verso Dio in quanto noi nei servi di Dio veneriamo Dio Stesso”  (Summa Theol. II-II 82,2,3m).

Nel corso della storia diverse devozioni hanno realmente portato a ‘consacrazioni’ fatte non esclusivamente a Dio ma anche a creature: a Maria, ai santi Angeli e ai Santi. Tali consacrazioni costituiscono, di volta in volta, la piena espressione della rispettiva devozione o venerazione. Scopo ultimo di una tale consacrazione rimane sempre la glorificazione di Dio. La consacrazione ad una creatura santa porta ad una certa comunione d’amore con essa, attraverso la quale i fedeli sperano di amare Dio ancora di più e di poterLo servire ancora meglio. Questo vale prima di tutto per la creatura più santa: Maria Santissima.

I. Consacrazione alla Vergine Maria

Le prime consacrazioni a Maria risalgono ai primi tempi del cristianesimo. Già una delle pi ù antiche preghiere mariane, il Sub Tuum præsidium, contiene un atto di donazione e di affidamento alla Madre di Dio.

Secondo S. Luigi Maria Grignon de Monfort (†1716) la consacrazione a Maria “consiste nel donarsi interamente alla S. Vergine per essere interamente di Gesù Cristo” (Trattato della vera devozione, n. 121). La donazione di se stesso a Maria porta con sé l’impegno di “un perfetto rinnovamento dei voti e delle promesse del santo battesimo” (n. 120), e come frutto una corrispondente donazione materna da parte di Maria (cf n. 144). S. Luigi Maria fonda dunque la consacrazione a Maria sulla consacrazione battesimale che egli considera come un ‘patto’, e sulla mediazione di Maria per unirsi a Cristo. Il “soprapiù” dell’impegno consiste nell’eseguire tutte le azioni per mezzo di Maria, con Maria, in Maria e per Maria per eseguirle in un modo più perfetto per mezzo di Cristo, con Cristo, in Cristo e per Cristo (cf n. 257).

In un discorso ai membri di una congregazione mariana Papa Pio XII disse: “La consacrazione alla Madre di Dio nella Congregazione mariana è un dono intero di sé, per tutta la vita e per l’eternità; è un dono di pura forma o di puro sentimento, ma effettivo, compiuto nella intensità della vita cristiana e mariana, nella vita apostolica, in cui esso fa del congregato il ministro di Maria e, per così dire, le sue mani visibili sulla terra, col profluvio spontaneo di una vita interiore sovrabbondante, che si riversa in tutte le opere esteriori della solida devozione, del culto, della carità, dello zelo” (Discorso del 21 gennaio 1945).

San RaffaelePapa Paolo VI esortava tutti i figli e le figlie della Chiesa a consacrarsi personalmente e di nuovo con sincerità al Cuore Immacolato della Madre della Chiesa. Egli disse che questo segno di amore filiale totale e l’imitazione dell’esempio della Madre, devono essere tradotti in una vita operosa! Sempre di più il singolo deve orientare la sua vita secondo la volontà di Dio, secondo l’esempio di vita della Regina Celeste e così servirLa come farebbero dei veri figli (cf Signum Magnum, verso la fine).

Quando Papa Giovanni Paolo II, nell’anno 1984, insieme ai Vescovi, ha fatto la consacrazione del mondo alla Madonna, ha collegato la consacrazione a Cristo attraverso Maria con la consacrazione di Gesù al Padre per la nostra salvezza: “Ecco, trovandoci davanti a Te, Madre di Cristo, dinanzi al Tuo Cuore Immacolato, desideriamo, insieme con tutta la Chiesa, unirci alla consacrazione che, per amore nostro, il Figlio Tuo ha fatto di se stesso al Padre: ‘Per loro – egli ha detto  – io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità’ (Gv 17, 19)” (preso dal testo della Congregazione della Fede: Il Messaggio di Fatima, giugno 2000).

La preghiera di consacrazione è in definitiva una partecipazione, vissuta più profondamente con l’aiuto di Maria, alla consacrazione di Gesù, nostro divino Salvatore, al Padre Suo (cf Gv 17,19), per la salvezza del mondo. La consacrazione a Maria ha dunque come fine proprio Cristo: attraverso la consacrazione l’uomo non solo diventa beneficiario delle grazie della redenzione di Cristo, ma prende anche parte attiva, con Maria, all’opera redentrice di Cristo.

II. Consacrazioni ai santi Angeli

Significato di una Consacrazione ai santi Angeli

La possibilità di una consacrazione ai santi Angeli emerge anch’essa dalla natura della virtù della ‘devotio’. “La Chiesa venera gli Angeli” (CCC n. 352) e raccomanda questa venerazione per la glorificazione di Dio: “È veramente cosa buona e giusta, … rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Signore, Padre Santo, Dio Onnipotente ed eterno. Noi proclamiamo la Tua gloria che risplende negli Angeli e negli Arcangeli; onorando questi Tuoi messaggeri, esaltiamo la Tua bontà infinita” (Prefazio dei santi Angeli).

S. Bernardo di Chiaravalle ci mostra con quale amore dobbiamo venerare i santi Angeli: “Egli comanda ai Suoi Angeli di proteggerti in tutte le tue vie” (Sal 91,11). Quale profondo rispetto ti deve infondere questa parola, quale devozione deve produrre in te, quale fiducia ti deve ispirare. Profondo rispetto per la loro presenza, devozione per la loro benevolenza, fiducia per la loro protezione. Siamo dunque devoti e grati a questi grandi protettori, ricambiamo il loro amore e onoriamoli per quanto ci è possibile, come lo richiede il nostro dovere. Ma tutto il nostro amore e la nostra venerazione devono appartenere a Colui dal quale tutto perviene, a loro e a noi, anche la nostra facoltà di venerare e di amare, di ricevere onore e amore” (Sermo 12 sul Sal 90). Attraverso una tale devozione, venerazione, donazione, gratitudine e fermezza si esprime l’essenza di una consacrazione agli Angeli la quale, al di là degli Angeli, tende al Signore.

Cenni storici della Consacrazione agli Angeli

Nell’Antica Alleanza Dio stesso ha affidato il popolo di Dio alla protezione dei santi Angeli  (cf Es 23,20ss; Dn 10,13-21; 12,1). Come Principe delle Milizie Celesti S. Michele veniva considerato come speciale difensore del popolo di Dio (cf Dn 10,21; Ap 12,7ss). Nella Chiesa la venerazione dell’Arcangelo S. Michele risale al primo secolo. Già dai tempi più remoti anche gli altri santi Angeli venivano venerati e ben presto furono loro consacrate a loro delle chiese mentre il popolo di Dio veniva posto sotto la loro tutela e la loro protezione.

Quando, dopo il Concilio di Trento (1545-1563), si diffusero le consacrazioni al Cuore di Gesù e a Maria, esistevano in molti luoghi anche delle consacrazioni ai santi Angeli. Nel XIX secolo questa consacrazione divenne un pio esercizio largamente diffuso e riconosciuto. Diversi istituti collegavano entrata dei loro membri con tali consacrazioni. La Chiesa ha incoraggiato tali confraternite in onore dei santi Angeli e approvato le loro preghiere di consacrazione.

La Consacrazione ai santi Angeli esprime l’unione della Chiesa peregrinante con quella trionfante. S. Agostino scrive che queste due parti saranno un giorno anche unite nel comune godimento dell’eternità, anzi sono già una cosa sola attraverso il vincolo di amore, una unione che non ha altro scopo se non la venerazione di Dio (Enchiridion, cap. XV). E nel Catechismo leggiamo: “Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli Angeli e degli uomini, uniti in Dio” (CCC n. 336).

Riferimento al Battesimo e alla professione dei voti... camminando ...

Così come la consacrazione a Maria Santissima, anche la consacrazione ai santi Angeli è un patto che si fonda sulla consacrazione a Cristo nel sacramento del Battesimo. Nel Battesimo rinunciamo agli angeli caduti e diciamo “sì” a Cristo . Questo “sì” a Cristo e all’unione con Lui comporta non solo l’unione con gli altri membri umani della Chiesa ma anche la comunione con i santi Angeli (cf Eb 12,22 ss), poiché Cristo non solo è il Capo degli uomini ma anche degli Angeli (cf Summa Theol. 111,8,4 sc.; Col 2,10). Molti Padri della Chiesa richiamano l’attenzione sul rapporto tra il Battesimo e il mondo dei santi Angeli.

S. Cirillo di Gerusalemme scrive che ogni battezzando deve essere presentato a Dio in presenza di miriadi di eserciti di Angeli. Lo Spirito Santo suggellerà la sua anima ed entrerà nel servizio dell’esercito del grande Re (Catech. III,3).

Papa Leone il Grande descrive il credo cristiano e la grazia della Redenzione attraverso Cristo come un giuramento di fedeltà alla bandiera che ci rende combattenti nell’esercito celeste: “Così tu nato da carne caduca rinascerai dallo Spirito di Dio e riceverai attraverso la grazia ciò che non possedevi attraverso la tua natura: così puoi chiamare Dio tuo Padre (…). Assistito dall’aiuto dall’alto agisci secondo la volontà di Dio! Prendi gli Angeli come esempio finché dimori sulla terra! Ristorati alla forza del loro essere immortale e combatti pieno di fiducia contro le tentazioni nemiche per la tutela di una vita di cui Dio si compiace. Se come combattente nell’esercito celeste hai mantenuto il giuramento di fedeltà alla bandiera, non devi dubitare che per la tua vittoria, nell’accampamento trionfale del eterno Re, ti spetterà la corona” (Sermo XXII,2).

Questa unione con i santi Angeli viene realizzata più intensamente soprattutto nella tradizione dell’Oriente cristiano attraverso la professione dei voti dei consigli evangelici: “L’Oriente cristiano mette in evidenza questa dimensione quando considera i monaci come angeli di Dio che annunciano il rinnovamento del mondo in Cristo” (Giovanni Paolo II, Della vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo, n. 27). Il desiderio di una vita in comunione con i santi Angeli non lo troviamo soltanto nello stato di vita consacrata. “Si potrebbero citare innumerevoli pagine di letteratura cristiana come testimonianze meravigliose e degne di fede di questa nostalgia della città degli Angeli, ‘quella città grande, ampia e celeste’ i cui cittadini ‘godono della contemplazione di Dio’, perché Dio stesso è lo “spettacolo” sempre nuovo che i beati contemplano” (García Colombás, Paraíso y Vida Angelica, Monserrat, 1958, cf Augustinus, In Psalm 147,4).

Natura di una Consacrazione ai santi Angeli

La Consacrazione ai santi Angeli è un patto. L’unione con i santi Angeli contratta implicitamente nel Battesimo, viene, attraverso la consacrazione, accolta coscientemente ed esplicitamente. L’uomo si affida con amore fraterno ai santi Angeli come a dei fratelli tutti santi, servitori con noi davanti a Dio e già a Lui irrevocabilmente uniti (cf Ap 19, 10; 22,9). In tal modo egli si apre intenzionalmente all’aiuto del loro operato. Contemporaneamente il fedele si impegna ad ascoltare e seguire i loro richiami (cf Es 25,21), che hanno sempre come fine la glorificazione di Dio e l’adempimento della Sua volontà. Egli desidera una sempre più intima collaborazione con loro per espandere e diffondere il Regno di Dio in terra e condurre una vita quanto più possibile perfetta come membro vivo della santa Chiesa.

Tale Consacrazione consente agli Angeli di compiere, come servi di Cristo, la loro missione salvifica nei confronti degli uomini (cf CCC n. 331). Essa consiste in un vincolarsi volontariamente ai santi Angeli per cercare, con il loro aiuto e imitando le loro virtù, di raggiungere la perfezione cristiana corrispondente al proprio stato e, insieme a loro, collaborare nella missione apostolica della Chiesa per la salvezza delle anime.

Attraverso la consacrazione a Maria il fedele compie tutte le azioni attraverso, con e in Maria per compierle ancora più perfettamente con e in Cristo. Lo stesso può valere per la Consacrazione agli Angeli: colui che si consacra agli Angeli cerca il più possibile di fare tutto con e come loro, per essere unito più perfettamente a Cristo e in Lui essere trasformato.

 


<ul><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-2.gif</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - default.css</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - false</li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_100</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_101</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_106</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_107</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_108</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_22</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_23</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_24</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_25</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_26</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_27</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_28</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_29</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_30</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_31</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_32</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_33</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_34</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_35</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_36</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_37</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_38</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_39</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_40</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_41</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_42</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_43</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_44</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_46</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_47</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_48</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_49</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_50</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_51</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_52</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_53</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_54</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_55</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_56</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_57</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_58</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_59</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_60</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_67</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_68</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_69</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_83</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_84</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_85</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_86</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_87</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_88</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_89</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_90</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_91</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_92</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_93</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_94</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_95</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_97</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_98</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_99</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_100</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_101</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_106</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_107</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_108</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_22</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_23</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_24</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_25</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_26</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_27</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_28</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_29</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_30</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_31</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_32</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_33</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_34</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_35</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_36</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_37</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_38</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_39</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_40</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_41</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_42</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_43</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_44</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_46</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_47</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_48</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_49</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_50</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_51</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_52</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_53</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_54</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_55</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_56</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_57</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_58</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_59</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_60</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_67</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_68</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_69</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_83</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_84</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_85</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_86</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_87</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_88</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_89</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_90</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_91</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_92</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_93</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_94</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_95</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_97</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_98</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_99</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - 3</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - 3</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - true</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 230</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 458</li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - </li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 110</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_logo</strong> - </li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/newsport/</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - 55,22,32,24,30</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - 5</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_themename</strong> - Newsport</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 140</li></ul>