Consacrazione

La Consacrazione
all’Angelo custode ed ai santi Angeli III

Atto di Consacrazione

Atto di Consacrazione ai Santi Angeli

O Santi Angeli di Dio, io N.N. povero peccatore, alla presenza di Dio Uno e Trino e nell’amore di Gesù Cristo, mio Signore e Redentore, voglio ora con voi, che siete Suoi servi, stringere un patto, per poter, in comunione con voi, con umiltà e fortezza adoperarmi per la gloria di Dio e la venuta del Suo Regno.

Per questo vi supplico di assistermi, in modo particolare:

-    nell’adorazione di Dio e del Santissimo Sacramento dell’Altare,

-    nella contemplazione della Parola e dell’Opera Salvifica di Dio,

-    nella sequela di Cristo e nell’amore della Sua Croce in spirito di espiazione,

-    nel fedele compimento della mia missione nella Chiesa, servendo umilmente a esempio della mia celeste Madre Maria, vostra Regina.

E tu, mio buon Angelo Custode, che vedi continuamente la faccia del Padre nostro che è nei cieli (cf Mt 18,10), a te Dio mi ha affidato sin dall’inizio della mia vita. Ti ringrazio con tutto il mio cuore per le tue amorevoli cure. Mi consegno a te e ti prometto il mio amore e la mia fedeltà.

Ti prego: proteggimi contro la mia debolezza e contro gli attacchi degli spiriti maligni; illumina la mia mente e il mio cuore affinché io conosca e compia sempre la volontà di Dio; e conducimi all’unione con Dio Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Questa preghiera di consacrazione è stata approvata dalla Congregazione della Dottrina de la Fede per l’uso nell’Opera degli Angeli il 31 maggio 2000.

© Copyright 2000: Congregazione dei Canonici Regolari della Santa Croce – Roma

Ogni diritto di ristampa e riproduzione, in qualunque forma (incluso l’uso di microfilm, film, fotocopie) così come la conservazione con mezzi elettronici nonché ogni diritto di traduzione o revisione parziale o integrale, sono per tutti i paesi riservati alla suddetta persona giuridica.

Culto a Dio e comunione

Nella precedente lettera circolare è stato spiegato che una consacrazione ai santi Angeli è espressione speciale della dedicazione di sé (devotio) che si fonda sulla grazia battesimale. Attraverso il Battesimo nasce la comunione dei credenti in Cristo. Questa comunione di grazia in Cristo è il fondamento della venerazione e della consacrazione ai santi Angeli. II Concilio Vaticano II insegna: “La Chiesa di quelli che sono in cammino riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il Corpo Mistico di Gesù Cristo … ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti. … Che gli Apostoli e i martiri … siano con noi strettamente uniti in Cristo, la Chiesa lo ha sempre creduto, e li ha con un particolare affetto venerati insieme con la Beata Vergine Maria e i santi Angeli“ (Cost. Dogm. su “La Chiesa” Lumen gentium, 50). Questa comunione trova nella celebrazione della liturgia il suo compimento, poiché “nella liturgia, la Chiesa si unisce agli Angeli per adorare il Dio tre volte santo“ (CCC n. 335, cf Eb 12,22). “Nella liturgia terrena insieme con tutte le schiere delle milizie celesti cantiamo al Signore l’inno di gloria (Cost. su “La sacra Liturgia” Sacrosanctum Concilium, 8), e “perciò quando celebriamo il sacrificio eucaristico ci uniamo in sommo grado al culto della Chiesa celeste” (Lumen gentium 50). Questa comunione comprende i santi Angeli, poiché anche loro hanno Cristo come Capo e sono membri del Suo Corpo Mistico (cf Ef 1,20-23; Col 2,10; Summa Teol. III.8,4,c).

Scopo della Consacrazione agli Angeli è di consolidare e coltivare questa comunione. Nella preghiera di consacrazione ci rivolgiamo ai santi Angeli e vogliamo stringere un patto con loro. In questa relazione di alleati vogliamo prima di tutto con gli Angeli prestare culto a Dio. Non solo, vogliamo anche onorare gli Angeli, ringraziarli ed implorare il loro aiuto per noi e per la Chiesa. Poiché Angelo ed uomo sono entrambi insieme servi del Signore (cf Ap 19,10; 22,9), vogliamo nella misura delle nostre limitate forze contribuire con loro alla venuta del regno di Dio.

Essendo questa missione comune agli Angeli e agli uomini, la venerazione dei santi Angeli porta, per sua propria essenza, alla comune lode di Dio e al comune impegno per la salvezza delle anime. Lungo la storia della Chiesa ci furono, per questo motivo, molte confraternite dei santi Angeli. Anche qualora i membri si trovano in luoghi lontani, sono coscienti di essere spiritualmente uniti, perché la consacrazione è un patto e tale patto è a fondamento della comunità. Anche noi dunque vogliamo vivere questo patto nella comunità dell’Opera degli Angeli sostenendoci reciprocamente, aiutandoci e incoraggiandoci gli uni gli altri. La consacrazione ai santi Angeli porta con sé un serio obbligo. Per questo deve essere fatta soltanto dopo un’adeguata preparazione, ed è normalmente legata con l’entrata in una associazione dell’Opus Angelorum (= OA) riconosciuta dalla Chiesa, come ad esempio la Confraternita degli Angeli Custodi.

La Consacrazione ai santi Angeli si divide in due parti: in una prima parte la spiritualità dell’OA viene posta come autentico fondamento normativo del patto con gli Angeli e della nostra aspirazione alla santità. Solo chi si fosse deciso di aspirare a questa eccelsa meta, può prendere in considerazione di fare questa consacrazione. Nella seconda parte il fedele si rivolge al proprio Angelo Custode con riguardo alla sua missione affidatagli da Dio di educare e santificare il suo protetto. Questa seconda parte può essere usata come consacrazione privata all’Angelo Custode da quei fedeli che vogliono approfondire la loro unione con lui. Affinché la preghiera e il patto con gli Angeli ad essa legato dia frutti nella vita spirituale dei membri dell’OA, vogliamo ora meditare sul contenuto di questa consacrazione e anche spiegare perché i santi Angeli stessi hanno interesse a concludere un patto con noi.

Relazione tra consacrazione e patto

La Consacrazione ai santi Angeli come patto corrisponde alla teologia biblica dell’alleanza. Essa è un sacro contratto, una promessa solenne in cui vengono fissate e concordate le nostre reciproche relazioni e obbligazioni.

Nella Sacra Scrittura l’alleanza esisteva prima di tutto tra Dio e il popolo. Giosuè fa da mediatore nel rinnovamento di questa alleanza. Dio prometteva benedizione e salvezza e il popolo da parte sua dava il suo consenso: ‘Noi serviremo il Signore.’ Allora Giosuè disse al popolo: ‘Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi siete scelto il Signore per servirlo!’ Risposero: ‘Siamo testimoni!’ (Gs 24,21-22.24-25). Esistevano anche patti tra il popolo e il re: il popolo concluse con Davide una alleanza davanti al Signore e con l’unzione lo consacrò re (cf 1 Cr 11,1-3). Inoltre c’erano patti tra singoli individui. Giònata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso (1 Sam 18,3). Più tardi Davide ritorna su questo e riferisce alla fine il patto a Dio: Mostra la Tua bontà verso il Tuo servo, perché hai voluto legare a Te il Tuo servo con un patto del Signore (1 Sam 20,8).

Un esempio simile di patto con l’Angelo lo troviamo nell’accordo di Tobi con Raffaele, che accompagnò con prontezza il figlio Tobia nel fortunato viaggio (cf Tb 5,6.15-17). Anche il frutto di questo patto, dopo il ritorno dal viaggio, viene almeno indicato da Tobia, che dice a suo padre: Anche se gli lasciassi la metà dei beni che egli ha portati con me, io non ci perderei (Tb 12,2). La reciproca relazione che risulta da quest’alleanza non si esauriva semplicemente nell’assolvimento di certi obblighi, bensì richiedeva anche amicizia, amore e fedeltà. Nel patto con gli Angeli aspiriamo a una più intima comunione con loro nell’amore a Dio; in comunione con loro speriamo di poterci impegnare ancor più efficacemente per la gloria di Dio e la venuta del Suo regno. Infatti “Dio ha voluto la diversità delle sue creature e la loro bontà propria, la loro interdipendenza, il loro ordine” (CCC n. 353).

Comunione tra Angelo e uomo

Noi ci sforziamo di realizzare questo santo legame con gli Angeli in quattro modi: nell’adorazione, nella contemplazione, nell’espiazione e nell’apostolato. Queste sono allo stesso tempo le quattro direzioni fondamentali della vita spirituale nell’Opera dei Santi Angeli.

1. Ausilio nell’adorare Dio

Innanzi tutto speriamo di ricevere l’ausilio dei santi Angeli per vivere come veri adoratori del Padre (cf Gv 4,23-24) alla presenza di Dio e nel Suo santo timore. Noi ci aspettiamo il loro ausilio specialmente nella celebrazione della liturgia e nell’adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare. Noi vogliamo cercare di compiere queste pratiche di pietà in una sempre più consapevole comunione con loro.

Papa Giovanni Paolo II afferma: “‘Gli Angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli’ (Mt 18,10). Questo ‘vedere sempre la faccia del Padre mio’ è la manifestazione più alta dell’adorazione. Si può dire che essa costituisce quella “liturgia celeste”, compiuta a nome di tutto l’universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa, specialmente nei suoi momenti culminanti. Basti qui ricordare l’atto col quale la Chiesa, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla Preghiera Eucaristica nel cuore della Santa Messa si richiama “agli Angeli e agli Arcangeli” per cantare la gloria di Dio tre volte santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio, nel culto e nell’amorosa conoscenza dell’ineffabile mistero della sua santità”(Udienza Generale del 6.8.1986).

Nell’Apocalisse viene già descritta la meta di questo pregare insieme, quando i 24 vegliardi alla presenza dell’Agnello presentarono, insieme agli Angeli, il loro sacrificio di lode che costituisce la preghiera della Chiesa (cf Ap 5,8-9). Attraverso l’Agnello la liturgia terrena e quella celeste vengono in realtà unite in un’unica liturgia; cielo e terra si uniscono in un sacrificio di lode a Cristo che si é assiso nei cieli alla destra di Dio. Quest’adorazione dell’Agnello si realizza anche nell’adorazione eucaristica qui in terra appunto in comunione con i santi Angeli.

Prima dell’Incarnazione gli Angeli cantavano a Dio il loro inno di lode. Sebbene però fossero ricolmi di puro e ardente amore a Dio, il loro cantico creaturale non era tuttavia sufficiente a dare la dovuta lode a Dio, maestà infinita. Soltanto quando la Parola del Padre discese e si fece carne e, come nostro sommo sacerdote, elevò la Sua voce a lode del Padre, solo allora per la prima volta si innalzò in cielo il canto di lode degno di Dio. Anche gli Angeli discesero per cantare il Gloria in excelsis Deo a lode di Cristo e poi risalirono. Questo fu l’inizio di un canto di lode comune e senza fine tra gli Angeli ed uomini uniti in Cristo.

2. Ausilio nella contemplazione della Parola di Dio

I santi Angeli sono strumenti e testimoni delle parole e delle opere salvifiche di Dio nella storia della salvezza. Essi erano tra l’altro presenti alla nascita di Cristo, alla Sua crocifissione, risurrezione e ascensione. La luce di questi misteri, che essi conoscono in modo più perfetto di quanto noi siamo capaci, si trasmette a noi nella misura della nostra disposizione ad accettarli.

Ora, come si compie questa trasmissione della grazia in noi? San Giovanni della Croce descrive questo servizio degli Angeli nel modo seguente: Questa sapienza deriva da Dio alle supreme gerarchie degli Angeli, da queste alle ultime e da esse agli uomini. Perciò nella Sacra Scrittura si dice con verità e con proprietà che tutte le azioni compiute dagli Angeli e tutte le ispirazioni sono fatte e provengono da Dio e da loro, poiché ordinariamente Dio le comunica per loro mezzo ed essi le trasmettono dagli uni agli altri senza indugio, come avviene di un raggio di sole che passa per molte vetrate poste l’una dietro l’altro. Infatti, se è vero che il sole passa attraverso tutte, tuttavia ciascuna vetrata lo passa all’altra modificato, più o meno intensamente, secondo la natura di essa, a seconda la maggiore o minore prossimità con il sole (cf. Notte Oscura, II,12,3). Da ciò deriva che la trasmissione della grazia con riguardo gli Angeli e i santi porta sempre con sé un marchio personale. Così l’aiuto per esempio dell’Arcangelo San Michele porta un’impronta diversa dell’aiuto dell’Arcangelo San Gabriele.

Gli Angeli contribuiscono in modo essenziale anche al progresso e alla gioia nella vita spirituale. Infatti attraverso la luce della contemplazione che essi infondono, riceviamo gioia spirituale; se invece noi trascuriamo la contemplazione, da ciò può derivare aridità, sconforto e indifferenza. San Tommaso ne chiarisce il motivo: “Nel Salmo 38 sta scritto: Nella mia meditazione divampò il fuoco. Ma il fuoco spirituale causa la devozione. Quindi la meditazione causa la devozione” (Summa Teol. II,II,82,3,sc). In un altro passo egli mostra che il compito di tutte le gerarchie angeliche consiste nel farci simili a Dio, purificandoci, illuminandoci e conducendoci all’unione con Dio (cf De Div. Nom. IV,1, § 286). Così aiutano l’uomo a essere trasformato in Cristo. Quanto più chiediamo questo e collaboriamo, tanto più efficacemente si manifesterà il loro aiuto.

Gli Angeli si rallegrano per amore a Cristo, quando possono aiutare un’anima nel cammino della perfezione. È anche una gioia speciale per ciascuno di loro perché, come scrive San Tommaso: “Il ministero angelico è utile agli Angeli beati, poiché questo fa parte della loro beatitudine: infatti, diffondere negli altri la perfezione che si possiede è proprio dell’essere perfetto, in quanto perfetto. Perciò può crescere la gioia degli Angeli per la salvezza di quelli che si salvano con l’aiuto del loro ministero conforme al detto evangelico: gli Angeli gioiscono per un peccatore che faccia penitenza” (Summa Teol. I.62,9,2m.u.3m).

3. Ausilio nella sequela del Salvatore Crocifisso

Mentre nelle prime due direzioni fondamentali dell’adorazione e della contemplazione gli Angeli ci precedono per il fatto di essere spiriti e di trovarsi nella celeste beatitudine, nella sequela del Crocifisso abbiamo noi qualcosa in più rispetto a loro. Il Figlio di Dio ha infatti assunto la nostra natura, e solo l’uomo può prendere parte alla Sua passione redentrice. Perciò S. Teresa del Bambino Gesù dice che se gli Angeli potessero invidiarci qualcosa, sarebbe questa nostra capacità di soffrire per e con Gesù (vedi Lettere, 83; Poesie, 10).

Ora, come gli Angeli servirono il Signore dopo le tentazioni nel deserto (cf Mc 1,14) e come un Angelo incaricato da Dio Padre lo confortava nella sua angoscia mortale nell’Orto degli Ulivi (cf Lc 22,43), così possiamo anche noi essere fiduciosi che il Padre, nell’ora della prova e della croce da portare, manderà gli Angeli in nostro aiuto e soccorso.

È vero che Maria e gli Angeli intercedono per noi presso Dio anche senza che glielo chiediamo perché hanno ricevuto questa missione da Dio, ma è altresì importante che noi stessi chiediamo questo aiuto degli Angeli, non da ultimo, per essere aperti al loro aiuto. Sant’Alfonso Maria de Liguori insegna che la grazia del chiedere è la prima grazia che ci viene data prima di tutte le altre grazie. Inoltre il chiedere rende l’uomo umile. Quanto più umilmente chiediamo aiuto, tanto più efficace sarà la grazia e tanto più copiosamente essa fluirà, poiché a chi ha sarà dato ancor di più: Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. L’Angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva (Sal 34,7-8).

In questa terza direzione fondamentale dell’espiazione impariamo, nelle mani dei santi Angeli, la scienza della croce, cioè che l’amore sofferto è la forza più preziosa e nobile, e che solo esso è capace di portare molto frutto per Dio e per Lui ottenere la vittoria. Un desiderio particolarmente speciale del Santo Angelo è che ci impegniamo per i sacerdoti con la preghiera e il sacrificio perché i sacerdoti, nel potere del loro sacerdozio sacramentale, trasmettono alle anime grazie ben più grandi degli Angeli stessi.

4. Ausilio nel compiere la nostra missione nella Chiesa

Ogni membro del Corpo di Cristo ha la sua missione, il suo compito da adempiere per il bene della Chiesa e cioè, prima di tutto, di annunciare ed estendere il Regno di Dio. Ciò che S. Lorenzo da Brindisi, dottore della Chiesa, dice riguardo il compito di un predicatore può valere anche per il compito dei fedeli: “Perciò la predicazione è un compito apostolico, angelico, cristiano, divino. … Da essa (dalla Parola di Dio) sgorgano infatti la fede, la speranza e la carità” (Ufficio delle letture del 21.7).

L’uomo deve professare la fede in parole ed opere;  l’Angelo allora farà in modo che la sua luce e il suo aiuto diventino efficaci. La fede, accentua S. Paolo, dipende dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo (Rm 10,17): questo però non succede senza la luce dello Spirito (cf 1Cor 12,3). L’uomo ha il compito di annunciare la Parola di Dio. L’annuncio rimane però infruttuoso qualora manchi la grazia dell’illuminazione. In questo senso insegna S. Tommaso che la trasmissione delle verità della fede avviene principalmente attraverso gli Angeli “poiché mediante il loro ministero vengono rivelate all’uomo le verità divine. Gli Angeli quindi cooperano all’illuminazione che viene dalla fede” (Summa Teol. I.111,1,1m). S. Francesco di Sales ha fatto propria questa verità coll’invocare prima di ogni predica l’aiuto degli Angeli dei suoi ascoltatori. Com’è noto, egli ha aiutato più di 70.000 persone a ritornare alla fede cattolica.

La missione di diffondere il Regno di Dio è un’opera che l’Angelo e l’uomo svolgono insieme, cioè l’Angelo come servo invisibile, l’uomo invece come servo visibile di Cristo. Il cristiano professa la fede attraverso la sua parola e la sua vita. Anche nell’umile e fedele adempimento di piccoli lavori, a esempio di Maria e nella mano del santo Angelo, l’uomo può ben espletare questa missione. Infatti non sono le molte parole a convincere bensì l’esempio vissuto. Non è tanto importante ciò che facciamo, bensì come lo facciamo, poiché l’amore di Dio sarà ciò che trasformerà e salverà il mondo. Solo dove regna l’umiltà, gli Angeli, servitori di Dio con noi, possono inondare con la loro luce vigorosa noi e il nostro prossimo per renderci testimoni della verità perché sia resa gloria a Dio. Ciò posto possiamo capire in senso più ampio queste parole: Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli (Mt 5,16).

Se pensiamo che la grazia di Dio si manifesta pienamente nella debolezza, capiremo, come l’apostolo S. Paolo, di poterci vantare delle nostre debolezze sapendo che questo cammino conduce alla salvezza (cf 2 Cor 12,9). Consapevoli della nostra debolezza saremo ancor più portati a invocare l’aiuto dei santi Angeli. Con questo aiuto dei santi Angeli il nostro lavoro e la nostra missione diventerà una pietra viva per la costruzione del Regno di Dio sulla terra.

Perché i santi Angeli vogliono il patto

Gli Angeli non furono creati solo per sé stessi ma anche per l’uomo (cf Col 1,16). All’inizio della creazione i santi Angeli dissero, con profonda umiltà, il loro “si” a questa sapienza di Dio. Con questo atto diventarono anche simili al Figlio di Dio, che è venuto per servire e dare la sua vita in riscatto per molti (Mt 20,28), e “Lo accompagnano nel compimento della Sua missione di salvezza degli uomini” (Giovanni Paolo II, Udienza Generale del 30.7.86). Il motivo principale però per cui gli Angeli di buon grado concludono un patto con noi esiste nel disegno di Dio di ricapitolare in e sotto Cristo tutte le cose (cf Ef 1,10 e Col 1,20). Così è per gli Angeli una gioia concludere un patto con noi; e che guadagno ne abbiamo noi nel poter prendere parte al loro amore e al loro canto di lode a Dio!

Speciale unione con l’Angelo Custode

L’Angelo Custode è un regalo tutto speciale dell’amore di Dio. Se ci si potesse cercare tra tutti i santi Angeli un particolare protettore, non potremmo trovarne uno migliore di quello che Dio stesso, già prima, nella Sua infinita sapienza e amore ha scelto per noi. Solo Dio conosce il mistero della nostra vita. Solo Lui, nostro Creatore e Redentore, conosce tutte le nostre forze e le nostre debolezze, la nostra vocazione e le nostre prove, la nostra croce e la gloria a noi destinata. Prevedendo tutto questo, Egli scelse sin dall’eternità il nostro Angelo Custode: lui per noi e noi per lui. Il Signore ci dice: Ecco, io mando un Angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato (Es 23,20; Lettura nella Messa degli Angeli Custodi).

L’Angelo Custode è così per noi la porta per il mondo degli Angeli e, in un certo senso, il portinaio del cielo. Per essere l’Angelo da Dio messo a nostra disposizione, valgono prima di tutto per lui le parole del Catechismo: “Gli Angeli cooperano ad ogni nostro bene” (CCC n.3350; cf Summa Teol. I.114,3,3m). Egli è il nostro migliore e più fedele amico, l’unico che, oltre a Gesù e Maria, ci accompagna e protegge ininterrottamente durante tutta la nostra vita. La sua prima preoccupazione, la sua prima intercessione è sempre per il suo protetto. Il suo protetto è il “talento” a lui affidato, il talento che egli alla fine della nostra vita tanto desidererebbe restituire al Signore con un valore “guadagno” centuplicato. Per questo egli lavora instancabilmente giorno e notte per il nostro bene e la nostra eterna salvezza. Infaticabilmente si adopera per la nostra purificazione, illuminazione e perfezione. Di queste tre attività preordinate dell’Angelo, gerarchicamente ordinate, S. Bonaventura scrive: “Questo poi corrisponde al triplice atto gerarchico: purificazione, illuminazione, perfezione. La purificazione conduce alla pace, l’illuminazione alla verità, la perfezione alla carità. Raggiunte queste tre qualità, l’anima si trova beata, e nella misura in cui adesso in questo mondo progredisce sul cammino acquista aumento dei meriti” (De Triplice Via, Prologo I).

L’Angelo Custode è l’aiuto giusto contro gli spiriti maligni che ci tentano e ci opprimono; infatti già all’inizio il nostro Angelo Custode, sotto la guida dell’Arcangelo Michele, ha preso parte alla vittoria contro gli spiriti maligni. In quanto essere spirituale egli può facilmente riconoscere il tentatore e scacciarlo con la forza della grazia. Se però Dio permette al nemico di passarci al setaccio come Giobbe (Gb 1,12; 2,6), come Pietro (Lc 22,31) o come Paolo (2 Cor 12,7-8), non ci mancherà il vigoroso ausilio consolatore del nostro Angelo Custode. Col suo aiuto riusciamo a mantenerci fedeli davanti a Dio.

Quanto siamo debitori al nostro Angelo Custode! Chi sarebbe capace di rendergli la dovuta ricompensa? Un amore così fedele può essere corrisposto solamente con altrettanta la fedeltà, l’amore e fiducia. Per questo consegniamoci a lui di buon cuore e promettiamogli il nostro amore e fedeltà. Quando noi siamo deboli, egli, che vede sempre la faccia del Padre che è nei cieli (Mt 18,10), è saldamente e costantemente ancorato in Dio. Egli vuole infonderci questa fermezza e aiutarci, attraverso la luce della grazia che lui stesso ha ricevuto, a credere ancor più fermamente in Dio, a fidarci ancor più completamente nel Suo aiuto e ad amare ancor più disinteressatamente Dio e il prossimo.

Per tutta l’eternità saremo uniti all’Angelo Custode in una intima amicizia e con lui regneremo nel Regno di Dio. Cosi possiamo capire le parole di S. Tommaso d’Aquino: “Così si da un Angelo Custode all’uomo, finché dura il suo stato di viatore. Quando invece sarà giunto al termine della strada, allora l’uomo non avrà più un Angelo Custode, ma avrà in cielo un Angelo conregnante” (Summa Teol. I.113,4c).


<ul><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-2.gif</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - default.css</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - false</li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_22</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_23</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_24</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_25</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_26</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_27</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_28</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_29</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_30</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_31</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_32</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_33</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_34</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_35</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_36</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_37</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_38</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_39</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_40</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_41</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_42</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_43</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_44</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_46</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_47</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_48</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_49</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_50</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_51</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_52</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_53</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_54</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_55</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_56</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_57</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_58</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_59</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_60</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_67</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_68</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_69</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_83</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_84</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_85</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_86</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_87</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_88</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_89</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_90</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_91</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_92</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_93</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_22</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_23</strong> - true</li><li><strong>woo_cat_box_footer_24</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_25</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_26</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_27</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_28</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_29</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_30</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_31</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_32</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_33</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_34</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_35</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_36</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_37</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_38</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_39</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_40</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_41</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_42</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_43</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_44</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_46</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_47</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_48</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_49</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_50</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_51</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_52</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_53</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_54</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_55</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_56</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_57</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_58</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_59</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_60</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_67</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_68</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_69</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_83</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_84</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_85</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_86</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_87</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_88</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_89</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_90</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_91</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_92</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_footer_93</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - 3</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - 3</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - true</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 230</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 458</li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - </li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 110</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_logo</strong> - </li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/newsport/</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - 55,22,32,24,30</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - 5</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_themename</strong> - Newsport</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 140</li></ul>